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Fin verso il 1600 però gli abitanti non superavano il numero di 150-180. Le prime famiglie residenti a Àndalo provenivano probabilmente dagli antichi centri abitati del Banale, la zona confinante con il territorio di Àndalo e Molveno a sud, nelle valli Giudicarie. A spingere quelle popolazioni fino alla sella di Àndalo era la possibilità di sfruttare la ricchezza di legname del luogo, nonché gli ampi appezzamenti di terra riducibili ad arativo per le tipiche coltivazioni di montagna.
La giurisdizione ecclesiastica si sviluppò in dipendenza dall'antichissima Pieve di Banale, parrocchia di Tavodo. La cura d'anime fu esercitata dai preti che facevano capo a quella chiesa collegiata, ed amministrata direttamente a Molveno, nel cosiddetto glesiòt, una piccolissima cappella oggi scomparsa, e ad Andalo, dove dal 1450 esisteva una cappella vicino al maso Toscana, il più popolato della zona. Nel corso del Quattro-Cinquecento la comunità di Andalo poté ricevere i preti del Banale addetti alla cura d'anime nella rinnovata cappella in stile gotico, dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenza. Un'altra chiesetta, dedicata a San Rocco e comunemente indicata come la glesiola, venne costruita alla fine del '500 non lontana da quella già esistente, che invece venne eretta nel Seicento lì dove l'epidemia di peste si fermò, evitando di contagiare il paese intero. Tale chiesetta, a differenza della prima (ora del tutto scomparsa), è ben conservata anche ai giorni nostri. Tutti i sacramenti importanti, tuttavia, venivano ancora celebrati a Tavodo,
Dal 1574, anno di inizio della cappellania curata autonoma per Andalo e Molveno, si tenne in loco il registro dei nati e dei morti, secondo l'obbligo di tenere i registri secondo le decisioni del Concilio di Trento, segno della nuova autonomia locale negli affari spirituali.
Se la dipendenza ecclesiastica di Andalo dal Banale legava la Comunità alle Giudicarie, dal punto di vista amministrativo la zona fu invece interessata dal dominio feudale delle varie famiglie della nobiltà rurale della Val di Non, fino alla dipendenza definitiva, avvenuta alla fine del medioevo, dal Castel Belfort, presso Spormaggiore. Andalo quindi, in quanto parte integrante, anche se marginale, della Giurisdizione, ne seguì in tutto e per tutto il destino fino ai secoli più recenti.

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